Storia

L’ISTITUTO NAZIONALE DEI MOTORI

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche fu fondato dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III nel 1923, configurandosi come Ente Morale che aveva lo scopo di rappresentare l’Italia nel Consiglio Internazionale delle Ricerche di Bruxelles. Il primo presidente fu Vito Volterra, matematico di fama internazionale.

L’importanza internazionale del CNR certamente si affermò in maniera ancor più preponderante con Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, che ne assunse la presidenza nel 1927. Da allora in poi il CNR divenne sempre più uno strumento finalizzato ad aumentare il prestigio dell’Italia nel contesto mondiale.

La nascita dell’Istituto Motori, prima denominato Istituto Nazionale dei Motori, risale invece agli anni ’40, in un’Italia fortemente influenzata dalle cosiddette “inique sanzioni” del blocco economico della Società delle Nazioni, che male vedeva il colonialismo del nostro Paese in Africa Orientale. Il provvedimento, datato 18 novembre 1935, impediva l’approvvigionamento estero di materie prime e fonti di energia. Il CNR risentì di questa situazione e, con la presidenza del Maresciallo Pietro Badoglio nel 1937, divenne sempre più un centro di ricerca tecnologica in preparazione di una guerra futura, che sembrava sempre più probabile. Poiché il blocco economico determinò la carenza di petrolio e benzina per l’autotrazione e per l’industria, si intensificarono gli studi per l’utilizzo di fonti di energia alternative, che consentissero di evitare una paralisi pressoché totale e di conseguenza l’impossibilità di partecipare ad armi pari ad un eventuale conflitto.

In questo contesto, uno degli studiosi più prestigiosi ed attivi, che si occuparono di carburanti alternativi, fu il prof. Pericle Ferretti, ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine della Scuola di Ingegneria dell’Università di Napoli. Egli propose la costituzione di un Istituto, la cui funzione specifica fosse proprio lo studio di motori che potessero funzionare con bassi consumi ed alti rendimenti e che potessero sfruttare carburanti diversi dal petrolio e dai suoi derivati. L’obiettivo alla base della fondazione dell’attuale Istituto Motrori può dirsi dunque estremamente moderno e di grande attualità ancora oggi. Il 9 maggio 1940 il CNR, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, inaugurò ufficialmente l’Istituto Nazionale dei Motori. I finanziamenti necessari per le molte apparecchiature di avanguardia furono concessi dall’IRI (Istituto Ricostruzioni Industriali) e la sede prescelta fu quella attuale, cioè affacciato sul largo Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, dedicato appunto ai due italiani inventori del motore ad accensione comandata. Lo stesso prof. Ferretti assunse la carica di Direttore dell’Istituto, che conservò fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1960, quando la bufera della guerra, anche grazie alla prodigiosa ripresa di quel decennio, non era più che un ricordo.

La prima Palazzina Uffici dell’Istituto Nazionale dei Motori

Nel 1940 la Scuola di Ingegneria dell’Università di Napoli si trovava a via Mezzocannone, in pieno centro storico. Il Politecnico dopo la guerra rimase nella stessa sede fino al 1964, quando fu trasferito nella nuova sede di Fuorigrotta, piazzale Tecchio, dove è tuttora, vicinissimo all’Istituto Motori (che dopo la guerra perse l’aggettivo “Nazionale”, pur conservando la stessa connotazione di istituto di avanguardia di valenza mondiale). L’ubicazione dell’Istituto Motori avvenne nell’area di Fuorigrotta anziché in quella più centrale di via Mezzocannone, perché questo quartiere era a quel tempo il simbolo di una rigorosa riorganizzazione urbana, in cui maestosi edifici, di forma severamente squadrata, erano una sorta di testimonianza della potenza e del rigore del Governo di allora. Fuorigrotta era infatti già sede della Mostra d’Oltremare e del Lavoro Italiano nel Mondo e del Collegio Costanzo Ciano (meglio noto come sede della NATO di Bagnoli).

L’idea della fondazione dell’Istituto di Pericle Ferretti aveva un ampio respiro: in tutto il mondo stavano nascendo istituti analoghi. Vale la pena citarne alcuni: nel Regno Unito il laboratorio di ricerca “Ricardo”, fondato dal pioniere della ricerca motoristica (soprattutto diesel) Sir Ricardo; in Germania l’FKFS (Forschungsinstitut für Kraftfahrwesen und Fahrzeugmotoren); negli Stati Uniti il NACA (National Advisory Committee for Aeronautics), e poi, sempre negli Stati Uniti, l’Engine Research Center del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università del Wisconsin.

L’originale edificio del 1940 è oggi stato soppiantato da un’avveniristica struttura progettata dall’architetto Pica Ciamarra, inaugurato nel 1990, dopo la demolizione della costruzione preesistente, resasi necessaria in seguito ai severi danneggiamenti subiti durante il terremoto del 1980.

La demolizione della Palazzina Uffici a seguito dei danni subiti durante il terremoto del 23 novembre 1980.

Riadattato da un articolo dell’ing. Paolino Vitolo http://www.isses.it/Convegno230208/IstitutoMotori.htm